gattoIl raffreddore del nostro amico a quattro zampe può dipendere da diverse condizioni che vanno dalla stessa influenza fino alle allergie. Ad ogni modo, qualsiasi sia la motivazione, il raffreddore di un gatto deve esser curato poiché questo crea sicuramente un fastidio all’animale e può esser contagioso. Per capire se il gatto ha preso il raffreddore, bisogna capire se ci sono tutti i sintomi più comuni: parliamo, perciò, di starnuti, difficoltà respiratorie, naso che cola, congiuntivite e tosse. Certe volte, peraltro, capita che il raffreddore faccia passare anche l’appetito al gatto.

 

Nella maggior parte dei casi, il raffreddore dei gatti si cura proprio come quello degli adulti: in particolar modo, è indispensabile acquistare degli antibiotici, decongestionanti o antivirali, rispettando le indicazioni che darà il veterinaio.

 

Ad ogni modo, se il raffreddore è grave può tornare utile umidificare le vie nasali con un umidificatore per la stanza; peraltro, nel caso fosse voi a lavare il vostro gatto ricordatevi che è indispensabile asciugare nei migliori dei modi il gatto, in maniera da evitare che ci sia un secondo colpo di freddo e che, perciò, si aggravi la situazione. Inoltre, evitate il contatto con gli altri fatti per evitare che il virus si possa diffondere tra gli altri amici a quattro zampe; infine, ricordatevi di pulire spesso le ciotole del gatto durante la giornata poiché questo contribuirà in una guarigione più veloce del vostro gatto. Se, invece, il vostro gatto non ha preso un normale raffreddore da freddo, dovrete agire in base alla motivazione: ad esempio, con l’allergiva è indispensabile trattare la casusa che ha scatenato l’allergia.

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