Secondo la legge italiana, tutti gli amici a quattro zampe devono avere il microchip, strumento che invese inserito entro e non oltre il secondo mese di vita. Peraltro, va sottolineato che nessun cane può esser ceduto o comunque venduto se prima non è stato inserito il microchip. Ad ogni modo, va messo in evidenza che non sempre tutti gli allevamenti di cani impiantano questo piccolo chip, alcuni perché non si “degnano” proprio di portare l’animale dal veterinaio.

Ad ogni modo, questo chip deve esser inserito per l’appunto dal veterinaio presso il suo ambulatorio: ciò è dovuto soprattutto al fatto che, onde evitare falsi e frodi, è necessario svolgere tutto presso il laboratorio del medico degli amici a quattro zampe. In questa sede, peraltro, vi saranno anche dei moduli da compilare ed un certificato da firmare.

Ma come viene installato il microchip? In pratica, il veterinaio esegue una iniezione sottocutanea nella zona del collo, quella laterale sulla sinistra, con delle siringhe monouso e sterili. Il dolore non sarà eccessivo, anche se però il cane sentirà la puntura, giacché l’ago utilizzato è leggermente più grande rispetto al tradizionale che si utilizza per dei vaccini.

Per quanto concerne i cani che, ancora, posseggono i vecchi tatuaggi, ovvero i tatuaggi ASL, non Enci, se questi saranno leggibili non vi sarà assolutamente nessuna necessità di andare dal veterinaio per effettuare l’inserimento del microchip. In caso contrario, invece, sarà obbligo del padrone portare il proprio amico a quattro zampe nell’ambulatorio veterinaio per procedere con l’inserimento del piccolo chip sotto cute.

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